IL CATALOGO AIDE MEMOIRE, di Jean-Claude Carrière
Colle di Val d'Elsa - Martedì 3 e Mercoledì 4 Aprile ore 21.00 al Teatro del Popolo![]()
Star Dust International
IL CATALOGO AIDE MEMOIRE
di Jean-Claude Carrière
con Ennio Fantastichini, Isabella Ferrari
regia Valerio Binasco
Il Catalogo, interpretato in Francia nel 1994 da Fanny Ardant e Bernard Giraudeau, ottenne grande successo di pubblico e di critica: Jean-Jacques (Ennio Fantastichini), giovane avvocato in carriera, noto don Giovanni della Parigi bene, conduce una vita da scapolo esemplare, perfettamente organizzata tra ufficio, serate mondane e nottate con donne sempre diverse. Ha però un difetto: non ha memoria ed è perciò costretto a catalogare in un album tutte le sue conquiste. Un giorno piomba a casa sua Suzanne (Isabella Ferrari), una giovane donna alla ricerca di un certo Philippe Ferrand. La donna è stanca e senza troppi preamboli decide di installarsi a casa di Jean-Jacques sconvolgendo così l’ordine maniacale del suo monolocale e della sua vita. Si tratta di un tragicomico incontro-scontro di universi paralleli e apparentemente estranei. L’incomunicabilità, e dunque la solitudine, sono le due dimensioni in cui vivono i personaggi.
«La coppia Fantastichini – Ferrari rappresenta un binomio davvero perfetto – spiega il produttore Tumminelli – artisticamente in grado di abbinare capacità, classe ed originalità. Sono due attori completi, una grande risorsa per il teatro italiano. Come del resto lo è Valerio Binasco, che firma la regia dello spettacolo».
«Il Catalogo è una commedia delicata e divertente – scrive nelle note di regia Binasco. – Il titolo (almeno in italiano) si ispira al Don Giovanni di Mozart e la ragione è tematica e musicale insieme: il dialogo scorre leggero e brioso come le “note bambine” delle partiture settecentesche e il personaggio maschile si ispira, o almeno vorrebbe, al celebre seduttore. Questa commedia gioca con l’impossibile e con l’assurdo e l’autore sembra divertirsi molto a mandare a gambe all’aria le nostre pretese di vivere in una realtà “normale”. Il tema narrativo è di quelli molto cari al teatro e al romanzo tardo novecentesco: l’impossibile incontro tra un uomo e una donna. Tanto più fatale quanto più imprevedibile. Per salvarsi dall’impossibile amore i personaggi si aggrappano in modo quasi ossessivo alla verosimiglianza dei dialoghi e delle situazioni, ma solo per approdare a un’atmosfera di intimità senza scampo e tuttavia leggera e primordiale, dove la realtà si rivela per quella che è: una specie di prigione dell’anima».
- comunicato stampa della Compagnia
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