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Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli Colle di Val d'Elsa

MUSEI

Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli

PROPONI INTEGRAZIONI O CORREZIONI
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RECAPITI E ORARI

Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli
Piazza Duomo, 42 Colle val d'Elsa

Telefono 0577 920490

Sito web: http://www.archeologiatoscana.it/presentazione.php?id=collevaldelsa


Biglietto da visita (vCard)


ORARI DI APERTURA E VISITA:
Invernale: Dal 1 Ottobre al 30 Aprile
Dal martedì al venerdì:
dalle 15,30 alle 17,30
prefestivi e festivi:
dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30

Chiuso il lunedì

Estivo: Dal 1 Maggio al 30 Aprile
DalMartedìalla Domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30.
prefestivi e festivi:
dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30

Chiuso il lunedì
Istituito al fine di conservare la collezione Terrosi (acquistata nel 1972 dal Comune) ed i reperti, di proprietà statale, rinvenuti nel territorio, illustra la storia dell'area valdesana dall'Eneolitico al Medioevo e si articola su tre piani. Il criterio espositivo fa riferimento alle zone di provenienza dei materiali esposti. Il piano terreno è dedicato al materiale medievale; al primo e al secondo piano tredici sale compongono il museo, sezione preistorica ed etrusca. Al secondo piano si trovano la sede e il laboratorio di restauro del Gruppo archeologico colligiano.

Il museo si trova nel Palazzo Pretorio e entrando dall'ingresso principale, a sinistra, si accede alla scala che porta ai piani superiori e sulla destra al corridoio di accesso al piano terra dove è situata anche la biglietteria. Dal lato opposto alla biglietteria inizia il percorso su quattro sale, da allestire ancora definitivamente.

Dettaglio contenuti

PIANO TERRA

Sala 1

Modelli in gesso eseguiti dall'artista colligiano Emilio Francioli, che riproducono l'antico castello con alcuni monumenti che non esistono più, come la porta al Canto. Appoggiata alla parete si nota la pietra di chiusura della tomba etrusca arcaica n. 15 della necropoli di Dometaia e un cippo sporadico della località Le Morticce.

Sala 2

Serie di capitelli in arenaria dalla Pieve di S.Salvatore in Colle, distrutta per far posto alla nuova cattedrale nel XVII secolo. Nel centro della stanza una splendida vèra da pozzo di epoca medievale con quattro formelle scolpite in bassorilievo che descrivono scene di vita campestre. proseguendo è possibile visitare alcune celle del vecchio carcere rimaste intatte e con scritte graffite sui muri dai carcerati.

Sale 3 e 4

In fase di allestimento con la sezione delle maioliche.

PRIMO PIANO

Sala 1

Vi sono esposti materiali provenienti dalla sepoltura etrusca arcaica (VII-VI sec. a.C. ) rinvenuta casualmente nell'agosto 1984 durante lavori di ristrutturazione di un giardino in località Campiglia dei Fosci. La Tomba denominata Pierini dal nome del proprietario del fondo, è uno dei più significativi ritrovamenti di epoca etrusca di tutta la Valdelsa per la particolarità e l'integrità del suo corredo.
Formata da due camere rettangolari divise da un tramezzo centrale, la tomba presentava una serie di deposizioni di incinerati in olle d'impasto chiaro. Nel corredo sono da evidenziare un vasetto multiplo di impasto bruno con iscrizione etrusca, chiamato da tutti la "saliera", proveniente forse da un'officina dell'etruria settentrionale e alcuni unguentari etrusco-corinzi.

Sala 2

Nella sala sono esposti reperti, di epoca arcaica, dalla necropoli di Monteriggioni e dai recenti scavi in località Campassini. la vetrina grande (Monteriggioni, collezione Terrosi), nel ripiano inferiore contiene un grande ossario (olla globulare) in bronzo del periodo orientalizzante ( circa metà del VII sec. a. C. ) forse di area Chiusina; nel ripiano superiore contiene oggetti in bucchero, fra cui un'olletta con decorazioni impresse a "cilindretto". La vetrina piccola contiene un bellissimo cinerario biconico villanoviano (VIII sec. a.C.).

Sala 3

I materiali esposti provengono tutti dal corredo della tomba dei Calisna Sepu (necropoli del Casone), già proprietà Terrosi ed acquistati dal Comune di Colle nel 1972.
La tomba dei Calisna Sepu fu rinvenuta alla fine del 1893 nella tenuta del Casone, di proprietà del N.H.G. Terrosi, praticamente intatta. Di epoca Ellenistica (utilizzata dalla fine del IV all'inizio del I sec. a.C.), fu il più consistente rinvenimento di questo periodo avvenuto in Etruria settentrionale (450 reperti).
I materiali della grande tomba a camera, per una serie di vicissitudini, andarono in parte dispersi, in parte venduti all'antiquario Maccianti al museo di Berlino e la parte più consistente rimase in proprietà Terrosi.
Questi ultimi reperti sono esposti al Museo di Colle, al Museo Guarnucci di Volterra, al Museo Archeologico di Firenze.
Da citare: i vasi cinerari in bronzo; quelli in vernice nera della Malacena; i quattro specchi in bronzo con incise scene dalla mitologia greca; le tre celebri kelebai volterrane dipinte a figure rosse, tutte e tre databili tra la fine del VI e gli inzi del III sec. a.C.
Le due urne cinerarie sono copie di originali che si trovano a Firenze e Volterra, nei rispettivi musei archeologici. Degna di nota è la copia della grande urna cineraria bisoma, con una tegola posta sulla testa del defunto, per proteggerla dallo stillicidio dell'acqua nella tomba.

Sala 4

Materiale proveniente dalle campagne di ripulitura in ben 16 tombe etrusche in località Dometaia, eseguite dal Gruppo Archeologico Colligiano. Molto del materiale di Dometaia si trova però al museo di Volterra.

Sala 5

Tomba 17 di Dometaia: fuori dalla vetrina un grande ziro d'impasto, nella vetrina i materiali recuperati durante lo scavo d'urgenza della tomba venuta alla luce per i lavori di messa in opera di un cavo Enel. Da segnalare i due grandi vasi biansati (skyphoi) decorati a sovradipintura.

PIANO SECONDO

Sala 6

In questa sala, nella vetrina centrale, è esposta la maggior attrattiva del Museo: il volto della cosiddetta "Ragazza delle Porciglia", dal nome della località del rinvenimento della sepoltura. Si tratta di una fedele riproduzione in gesso di un volto di una giovane donna etrusca arcaica (VI sec.a.C.), eseguita dagli specialisti dell'Università di Pisa e dalla soprintendenza archeologica che hanno adottato le modernissime tecniche di ricostruzione facciale utilizzate in criminologia.
Di corredo alla deposizione erano due splendidi orecchini d'oro a "bauletto", uno dei quali, ad aumentare ancor di più l'interesse del visitatore, ancora attaccato alle ossa del cranioper effetto dell'azione del calcare. Sempre nella sala sono alcune urne etrusche arcaiche, due delle quali con iscrizioni sul coperchio, venute alla luce durante la ripulitura della tomba n.10 in località Le Ville. Una di queste, molto curiosa per la presenza di tre soli piedi, richiama l'iscrizione sinistrorsa della stele a "ferro di cavallo" rinvenuta in località Canonica, e ora dispersa.

Sala 7

In tre vetrine sono esposti i materiali recuperati nelle tome 1, 8 e 10 della necropoli delle Ville.
Le tome, arcaiche e pesantemente violate, hanno restituito un grande ziro ovoide con decorazioni geometriche a vernice rossa; due vasi in bucchero grigio, uno dei quali reca impressa "a cilindretto" una fila di cavalieri; una coppetta attica a figure nere, decorata con una fascia dipinta a motivo floreale rappresentante una serie di palmette; oggetti in bucchero e frammenti di bardature di cavallo in bronzo; grani di collana e parti di un vaso a decorazione plastica.
In particolare dalla piccola vetrina della tomba n.10 oreficerie (orecchini a "bauletto" e a "sanguisuga") e, veramente degne di nota, le placche d'osso raffiguranti animali fantastici, appartenenti ad almeno due bauletti.

Sala 8

Sempre in due vetrine il materiale dalle tombe 9 e 10 a Le Ville. Da segnalare un grosso Ziro d'impasto, vari frammenti di ambra, una cuspide di giavellotto in ferro.

Sala 9

Qui si trova uno dei pezzi forti del museo: la tomba preistorica eneolitica a "grotticella" (IV millennio a.C.) rinvenuta nel 1988 durante lavori stradali in località Le Lellere e recuperata in extremis dal Gruppo Archeologico. Purtroppo la seconda sepoltura è andata quasi completamente distrutta dai lavori.
La tomba in oggetto, se pur molto danneggiata, ha rivelato i resti di almeno otto individui deposti in diversi momenti.
Il corredo recuperato consiste in otto punte di freccia ad alette e peduncolo, sei in diaspro e due in selce e un frammento di ceramica appartenente ad un vaso di forma troncoconica.
Il ritrovamento è di particolare interesse perché ha permesso di retrodatare notevolmente le sepolture di questo tipo nel territorio.

Sala 10

La sala si presenta con sei vetrine, tutte contenenti i resti del corredo dell'enorme tomba n.2 della necropoli delle Ville. Utilizzata già dal V sec. a.C. come tipica grande sepoltura in uso fra i ceti medi della Valdelsa e dintorni tra la prima metà del IV e il I sec.a.C.
Fra il ricchissimo e frammentatissimo materiale rinvenuto, si possono individuare almeno tre fasi cronologiche, ma sarebbe troppo lungala descrizione di tutto il materiale repertato. Da ricordare, però, frammenti di un cratere attico a figure rosse kilikes sovradipinte del gruppo Sokra della metà del IV sec. a. C., svariate kelebai a figure rosse del Gruppo Volaterrae, due oinochoai del Gruppo Phantom, un piattello frammentario Genocilia, un sevizio di ceramica cosiddetta argentata, cinerari e una grande quantità di vasellame di uso vario di produzione locale.

Sala 11

Sono presenti due vetrine: la vetrina A contiene gli oggetti delle tombe 6 e 7 della necropoli delle Ville. Fra gli oggetti esposti, Si notano alcuni crateri cinerari,ceramica presigillata, tre olle a vernice nera ed un oggetto insolito, forse imitazione di uno specchio, in ceramica argentata.
La vetrina B contiene gli oggetti della tomba n.1, della necropoli di Quartaia. I reperti sono costituiti da vasi acromi, a vernice bruna e rossa, un'ascia in pietra ecc. Fuori dalla vetrina una grossa anfora.

Sala 12

Anche in questa sala sono presenti due vetrine contenenti i materiali della tomba ellenistica n. 2, scavata dalla Soprintendenza nei pressi di Casole d'Elsa in località Orli.
La tipologia dei reperti è grossomodo la stessa delle precedenti tombe descritte. Nella stessa sala è stata ricostruita anche una piccola tomba a camera tardo ellenistica rinvenuta presso la località Poggio di Caio, al confine con il comune di Casole.

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